Che ne sarà del sol dell’avvenir?

Che ne sarà del sol dellavvenir?Se, tempo fa, il sottoscritto teorizzava un possibile scenario dove il “dualismo topologico” storico della politica, Destra e Sinistra, giungesse alla fine della corsa, per lasciare il posto a forze politiche moderate e a metà fra valori considerati conservatori e riformisti, oggi questo scenario si appresta a trasformarsi in realtà.
Dopo il 14 di Dicembre, data della fatale disfatta dell’”armata d’opposizione” più eterogenea della Storia della Repubblica (da Fini a DiPietro, passando per UDC e PD), il Governo Berlusconi IV esce vincente per tre soli voti alla Camera. Voti che dalle inchieste mediatiche sembrano di dubbia provenienza.
L’effetto domino si è dunque immantinente propagato in tutto lo scenario partitico, confermando alcune già da tempo prevedibili alleanze. Ecco allora che nasce anzitutto un Polo della Nazione, il quale sembrerebbe essere una nuova coalizione parlamentare più o meno centrista, capeggiata dal quartetto Casini, Fini, Rutelli, Lombardo (Fini e Rutelli? Ho sentito bene?). Una coalizione stimabile, ora come ora, a un 15% di voti (se vogliamo essere ottimisti) ma che potrebbe anche riscuotere un inaspettato consenso, dimostrandosi una forza moderata di responsabilità nazionale, conservatrice dei valori costituzionali e cattolici ma riformista nei comparti economico-amministrativi dello Stato.
In tale contesto, qual è il comportamento del secondo partito italiano per numero di voti, egemone nell’opposizione? Il Partito Democratico, che risulta muoversi per ultimo, è evidentemente determinante per la storia della politica italiana del Ventunesimo Secolo.
Non scordiamoci che il PD nasce nel 2007, da un lato, per portare a compimento un processo storico di moderazione della Sinistra Italiana e di fusione con i Cattolici Riformisti, dall’altro, di partito fondamentale per la fondazione di un vero bipolarismo italiano (e non all’italiana, se possibile) e quindi della Terza Repubblica.
Di fatto, fin dalla sua nascita, questo confuso, bistrattato, indeciso e sfortunato partito (“il bambino nuovo”, come lo chiama il Segretario attuale) non ha saputo egemonizzare l’arco politico a sinistra dell’emiciclo e non ha saputo elaborare un’alternativa programmatica e valoriale per il riformismo di questo secolo.
Cosa dice il PD? Cosa propone? Chi è il leader? Perché non si fa sentire? Perché sembra non avere nessuna rilevanza come forza di opposizione, tanto che costringe due dei quattro alleati del ’94, Fini e Casini, a staccarsi progressivamente dagli altri due, Bossi e Berlusconi, e schierarvisi contro?
In realtà, se ci si informasse in modo serio, utilizzando criticamente la Rete, diffidando dai mass media di parte, si saprebbe che il PD è cresciuto molto, da quando fu sconfitto nel 2008.
Pierluigi Bersani, da molti considerato non abbastanza carismatico, è sicuramente il migliore dei tre segretari che si sono succeduti ed è stato votato direttamente dalla maggioranza degli elettori del PD (e non dai membri del partito), grazie all’uso delle primarie. Ha cominciato a delineare un’alternativa, è competente riguardo i problemi sociali ed economici che affliggono il Paese e ha cominciato a cercare interlocutori seri per una larga piattaforma democratica in grado di governare.
Ma ritornando al contesto attuale, qual è la sua contromossa alla vittoria del 14 e alla formazione del Terzo Polo?
Dice il Segretario:“E’ ora di immaginare un risveglio italiano, una riscossa italiana[…]è ora di avanzare una piattaforma, la rivolgeremo a tutte le forze di opposizione, a tutti quanti, poi ciascuno prenderà le sue responsabilità. Se vediamo la profondità dei problemi del Paese, allora c’è posto per tutti, chi ci sta ci sta. Il mio messaggio è rivolto a tutte le forze di opposizione (si riferisce anche al Terzo Polo perchè la domanda del giornalista era quella). […] Parliam di Italia, non ho alcuna preclusione verso le forze del centro-sinistra ma dobbiamo renderci conto del livello del problema […] la sintesi la facciamo su cose concrete, non su quanto sono vicino a Fini piuttosto che a DiPietro” e sulle primarie ” noi parliamo di primarie di coalizione ma prima deve esserci una coalizione”. http://www.youdem.tv/ _ VIDEO: “Bersani: è il momento di una proposta generosa al Paese”
Ora, è evidente che ci si pone innanzi a un bivio epocale: se il PD riuscirà ad essere accettato da un polo formato da un Casini, che da sempre rifiuta la ben più conveniente proposta di Berlusconi, e da un Fini, che dichiara di non poter governare con la Sinistra, DiPietro e Vendola si toglieranno o comunque non sarebbero accettati dai moderati. Questo eliminerebbe per sempre la componente di sinistra del PD, la quale, magari guidata da Vendola, prenderebbe per l’ennesima volta “una legnata sui denti”, bruciando l’unico leader che potrebbe sollevare il Centro-Sinistra dal pantano in cui si trova.Che ne sarà del sol dellavvenir?

D’altra parte, sarebbe conveniente riconvocare le primarie, consentendo a Vendola di vincerle (ammesso che ci riesca), e di far uscire di conseguenza quei moderati bigotti democratici, che sono così tanti all’interno del PD?
Sembra che il matrimonio fra Sinistra moderata e Cattolici riformisti non s’abbia da farsi, né oggi né mai. Certo, un PD che si allea a un polo di Centro-destra (qual è di fatto quello della Nazione) sancirebbe la fine del dualismo fra la Destra e la Sinistra italiana, collaudando definitivamente un bipolarismo pro o contro Silvio Berlusconi.
La scelta fatta da Bersani è realistica e ragionevole e costituisce un esperimento inevitabile. Egli assume su di sé il rischi del rifiuto e quindi una disfatta di questa impresa di alleanza, nonché si assume la responsabilità di allontanare un gran numero di elettori, riducendo la popolarità del PD e forse annientando per molto tempo la Sinistra in Italia.
Una cosa è certa: sta per avvenire un cambiamento epocale che non solo delineerà prima o poi una atipica Terza Repubblica su cui è difficile fare previsione, ma sarà un crash-test finale per il concetto di Riformismo italiano.
Il “Bambino nuovo” tanto aspettato potrebbe sopravvivere abbastanza per l’”Età del governo”.

Riguardo Tanza

Foto del profilo di TanzaSi dice di lui che sia un democratico, un sognatore, un idealista, un ottimista, un ingegnere, uno che ogni tanto le spara grosse. Ma è vero...? Tanza è uno, nessuno e centomila personaggi riuniti in assemblea nella sua mente.


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